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Speranze ed incognite in Medio Oriente |
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Le analisi ottimistiche sembrano al momento
prevalere rispetto a valutazioni più prudenti e meditate sulla
situazione e sulle prospettive nelle due principali aree di crisi che
ci troviamo ad affrontare: quella irachena e quella israelo
-palestinese. E’ indubbio che lo svolgimento delle elezioni in Iraq e
gli incontri di Sharm el Sheikh costituiscano due importanti fattori
che possono marcare una svolta per entrambe le situazioni; è peraltro
altrettanto evidente che siamo semplicemente all’inizio di un percorso
che non può che essere definito lungo e tortuoso, per quanto banale
possa apparire tale valutazione.
(14 febbraio 2005) |
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L’eroe terrorista ed il presidente guerriero |
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La scomparsa dell’eroe - terrorista Arafat e la
riconferma del “guerriero” Bush costituiscono indubbiamente due
importanti elementi di novità nella situazione in Medio Oriente,
bloccata da anni intorno al dilemma violenza - percorso di pace.
Si tratta certamente di fattori che introducono una nuova dinamica
nella fase di stallo che caratterizza la vicenda israelo-palestinese
da quattro anni, dall'avvio cioè della seconda intifada provocata
dalla ormai storica, in senso negativo, passeggiata di Sharon sulla
spianata delle e moschee.
(19 novembre 2004) |
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E' l'Onu il futuro delle relazioni internazionali |
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di Marina Sereni |
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Il documento di Romano Prodi pubblicato nei
giorni scorsi ha avuto il grande merito di precisare e mettere in
evidenza alcune questioni che hanno rischiato di annegare nelle
polemiche delle scorse settimane, prima e dopo la straordinaria
manifestazione del 20 marzo. |
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Il Muro e il Diritto |
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di Tana de Zulueta |
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Il filo esile del ricorso alla giustizia e al
diritto internazionale per trovare soluzione alla drammatica vicenda
palestinese è per ora sospeso. La Corte Internazionale di Giustizia,
il tribunale internazionale dell'Aja costituito dall'ONU, interpellata
per un parere sulla legalità del muro, o come qualcuno preferisce
chiamarla, della "barriera" in corso di costruzione nei territori
della Cisgiordania occupati da Israele, ha sospeso la discussione per
un supplemento d'indagine.
(6 aprile 2004) |
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Il coraggio di rifiutare l'occupazione
L'obiezione di coscienza al servizio militare in Israele |
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di Neta Ziv |
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Quando Laura Milo si stabili' in Israele con suo
padre e sua sorella provenendo dalla Francia nel 1997 non poteva
immaginare che pochi anni più tardi sarebbe stata arrestata in un
carcere militare per il rifiuto di prestare il servizio militare
nell'esercito israeliano. Laura è una Sionista, una umanista ed un
soggetto di forte coscienza sociale. Dopo aver terminato il corso di
studi superiori a Tel Aviv passò un anno nella città di Yeruham (Sud
Israele) lavorando in favore dei giovani disabili. Quando le fu
intimato di entrare nelle forze armate al pari di tutti gli uomini e
donne del suo paese Laura chiese di essere esentata a causa dei suoi
problemi di coscienza. |
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Ritiro delle truppe dall'Iraq: l'opinione della Cgil |
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di Titti Di Salvo (Segretaria nazionale Cgil) |
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La CGIL ha chiesto da tempo, prima della tragedia di Nassiriya e
subito dopo, il ritiro delle truppe dall'Iraq e l'assunzione di
responsabilità della comunità internazionale attraverso l'ONU per
sostenere la prospettiva dell'autodeterminazione del popolo iracheno.
L'abbiamo detto ripetendo ossessivamente che per noi quella richiesta
era la logica conseguenza di un ragionamento che andava sviluppato per
intero: non per eccesso di organicismo, ma perché riteniamo molto
importante che la scelta del ritiro delle truppe dall'Iraq sia dentro
e non fuori un contesto di scelte conseguenti, sottratte alla polemica
politica italiana dunque e legate alle dinamiche aperte nello scenario
internazionale. In particolare l'uso evidente della guerra e delle
guerre (19 all'esame del Consiglio di Sicurezza) teorizzato nella
guerra preventiva come strumento di regolazione dei rapporti politici
ed economici in luogo della politica.
(27 febbraio 2004) |
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