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20/03/2008

Il Cervantes 2007 a Juan Gelman

Il poeta e giornalista argentino Juan Gelman sarà insignito del massimo riconoscimento letterario spagnolo il prossimo 23 aprile, ricevendo l’ambito premio dal re, Juan Carlos di Borbone. Considerato una delle figure chiave della letteratura fra le decadi del ’60 e ’70, Gelman ha permeato la sua opera di militanza politica e della tragedia della sua vita. Attraverso la sua opera poetica, “Violin y otras cuestiones” (1956), “El juego en que andamos” (1959), “Velorio del solo” (1961), “Gotan” (1962), “Colera Buey” (1965), “Los poemas de Sidney West”(1969), “Fabulas” (1971), “Carta Abierta” e “Bajo la lluvia ajena” (1980), “Hacia el Sur” (1982), “Composiciones “e “Eso” (1983-1984), “Pays que fué, serà” (2004), egli afferma di aver reagito alla morte, alla mancanza di memoria che, per anni, ha funestato lo spirito dell’Argentina dimentica che, la mancanza di verità limita gli orizzonti, sia individuali che collettivi. Il poeta argentino, intervistato per telefono da “El Paìs” a seguito della notizia del premio, ha dichiarato di essersi emozionato e commosso per l’apprezzamento del suo lavoro che “più che una vocazione è un vizio”. “La mia prima reazione è stata di sorpresa; perché tutti i candidati pubblicati dai giornali - in lizza per il Cervantes - sono molto famosi e li ammiro”. Il premio Miguel de Cervantes è stato istituito in Spagna nel 1974, viene concesso annualmente dal ministero dell’Istruzione, Cultura e Sport su proposta della Regia Accademia spagnola, delle Accademie delle Lingue dei Paesi di lingua spagnola e su proposta dei vincitori delle precedenti edizioni, a autori il cui contributo sia stato decisivo all’arricchimento del patrimonio culturale ispanico. E il quarto argentino a ricevere il premio, nel 1979 ne fu insignito Jorge Luis Borges, nel 1984 Ernesto Sabato e nel 1990 Adolfo Bioy Casares. Juan Gelman è nato a Buenos Aires nel 1930, perseguitato dalla Tripla A argentina, ha vissuto lunghi anni in esilio durante la dittatura argentina, per rifugiarsi definitivamente in Messico, dove attualmente vive e lavora. Nel 1976 suo figlio Marcelo fu assassinato dai militari e sua nuora Claudia Garcia, incinta di sette mesi fu fatta sparire, dopo aver partorito in Uruguay. Anche il Gelman giornalista, impegnato nelle denunce della violazioni dei diritti umani e dei soprusi, quali il mancato accesso all’istruzione e il massacro dei desaparecidos argentini e latino americani, ha sapientemente coniugato l’amore con il dolore e la morte. Dopo 23 anni di ricerche è riuscito a ritrovare sua nipote Macarena adottata da un commissario di polizia uruguayano. Da pochi mesi, la ragazza ha dato mandato ai suoi avvocati d’istruire una causa penale nei confronti degli ufficiali argentini, rei dell’omicidio di suo padre, anticipando di poco il caso di Maria Eugenia Sampallo Barragàn, in questi giorni alla ribalta della cronaca, che ha denunciato i propri genitori adottivi colpevoli, in questo caso, di sequestro e negazione d’identità. Le nonne di “Plaza de Mayo” esultano, altre due nipoti si aggiungono agli 88 già ritrovati, mancano all’appello ancora 418.

Di Il Cosmopolita il 20/03/2008 alle 00:00