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18/05/2011

Il Malbec argentino

di Francesca Morelli

I dati già rilevati nel 2008, sulla produzione vitinicola del Paese, risultavano interessanti, 26.130 i vigneti censiti e piantati su 229,501 ettari, 1331 le case vitinicole produttrici, che fanno dell’Argentina il primo produttore in America Latina e il secondo in esportazione dopo il Cile. La regione andina è quella in testa alla produzione nazionale di vino, più specificatamente la provincia di Mendoza, con il 70,33% di ettari coltivati a vigna. Negli undici mesi del 2010 il Paese ha esportato 19,82 milioni di casse da 9 litri per un totale di 594,81 milioni di dollari, oltre i vini sfusi, spumanti e mosto per 337,16 milioni di litri, per un valore totale di 790,28 milioni di dollari. E’ stato il primo anno che l’Argentina ha superato il Cile nell’esportazione di vino negli Stati Uniti e in Canada ed è stato un anno record per la fatturazione, con un aumento del 12,1% rispetto all’anno precedente.

Il Malbec argentino è oramai riconosciuto a livello mondiale e ricopre il 12,5% del territorio coltivato, la varietà è originaria di Bordeaux, nel sud ovest della Francia. Si è ben adattata al territorio argentino, il più alto del mondo ed il più australe, che permette la vendemmia di uno stesso vitigno lungo i suoi 4.000 chilometri, dal sud al nord del Paese, grazie alla differenza di temperatura determinata dall’altitudine. Eric Asimov, giornalista esperto in tema di vini del New York Times, ha pubblicato recentemente un articolo più che elogiativo sul Malbec argentino, sostenendo che mentre la maggior parte dei produttori mondiali lotta per la sopravvivenza, in Argentina la produzione prospera; le vendite negli Stati Uniti si sono quintuplicate, passando da 628.000 casse nel 2005 a 3.150.000 casse nel 2009. Dal punto di vista del marketing, il Paese ha ottenuto una posizione invidiabile egli afferma “il Malbec già rappresenta l’Argentina, così come la bistecca o Eva Peron”.

l’INV, l’Istituto Nazionale di vitivinicultura, ha recentemente pubblicato i dati sulla vendemmia del 2011 e sull’elaborazione dei vini. Sono stati vendemmiati 2.074.697,711 chili di uva, elaborati 764.891,725 litri di vino e 364.575,894 litri di mosto La città andina di Mendoza ha già da tempo inaugurato, a livello turistico, il cammino del vino, che consiste in qualcosa di più che una semplice visita a una cantina o la partecipazione alla festa della vendemmia; vuole essere la riscoperta della cultura nascosta dietro la gamma dei colori del vino, che risalgono a terre e a tempi ancestrali. E’ stato istituito anche il “Malbec World Day” che cade il 17 aprile di ogni anno. New York, Parigi, Londra e Mendoza saranno le anfitrione di incontri, seminari, dibattiti sul vino più famoso del mondo e quest’anno il MWD è stato celebrato a Parigi nella prestigiosa sede dell’OIV. La data è legata alla presentazione, da parte di Michel Aimé Pouget, agronomo francese, contrattato da Domingo Faustino Sarmiento per sviluppare la parte agronomica di Mendoza, che presentò il progetto il 17 aprile del 1853 alla legislatura provinciale, per la fondazione di una Scuola di Agricoltura con vigneti annessi. La gestione di Pouget e Sarmiento fu decisiva e il 17 aprile viene vissuto come la data simbolo della trasformazione vitivinicola argentina, il punto di partenza per lo sviluppo dell’insigne vitigno, emblema di una vitivinicultura che, in poco tempo, si è andata affermando a livello mondiale.

Di Il Cosmopolita il 18/05/2011 alle 00:00