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Post di agosto

27/08/2014

La festa appena cominciata è già finita…

Appena cominciata, la presidenza italiana del Consiglio UE già sta nella maturità di fine agosto e si avvia alla vecchiaia di autunno. E’ presto per trarre bilanci ma stiamo ancora in tempo per porre qualche questione utile per l’avvenire.

Il Consiglio europeo dovrebbe definire il pacchetto delle nomine al vertice dell’Unione. I contatti si sono susseguiti nella ormai desueta pausa estiva. Gli aruspici danno in ripresa le quotazioni della candidata italiana al posto di Alto Rappresentante: spetta a un socialista e poiché Juncker vuole nel suo Gabinetto non meno donne che nel Gabinetto Barroso, la nostra candidata avrebbe pure la carta del genere. Le delegazioni orientali ancora si riservano. Riserve tattiche perché a uno (una) di loro vada un posto di peso come la presidenza del Consiglio europeo? Probabile. La corrente antirussa, o comunque non propriamente filorussa, sta perdendo quota. Mosca alleggerisce la pressione sull’Ucraina. Soprattutto è nostro obiettivo alleato nella crisi del Golfo, dove vige la regola che il nemico del mio nemico è mio amico. Questo vale per Assad, il despota siriano che avremmo voluto spodestare e che ora è baluardo contro l’IS (Islamic State). Questo vale per i Curdi, che non dovrebbero avere uno stato ma ricevono armi per resistere all’avanzata del Califfato e forse un giorno ne prenderanno il posto.

Dopo questa estate bagnata possiamo attenderci un inverno rigido. Senza il petrolio e il gas di Russia lo sarà di più. Cauteliamoci con sanzioni che facciano male con juicio e adottiamo posizioni non irreversibili. Merkel insegna: un pacchetto di aiuti all’Ucraina e basta con le storie. L’Europa aspetta sempre l’impulso esterno, preferisce reagire che agire. Il fronte anti russo perde perciò argomenti e farebbe cadere la riserva sulla presunta “russofilia” del Governo italiano.

Accingiamoci a salutare un Alto Rappresentante italiano. Quale sostegno riceverà dalla diplomazia di riferimento? Lady Ashton si è appoggiata al Foreign Office, della cui visione europea si può dubitare ma la cui efficienza è al di sopra di ogni sospetto. L’AR italiano potrà contare sulla Farnesina, che nutre sentimenti europeistici ma quanto a risorse qualche dubbio lo solleva. Basti pensare alle poche che mandiamo al SEAE, alla sollecitudine con cui alcuni diplomatici cercano di venirne via, altrimenti la loro carriera nella Casa va a farsi benedire. Per non parlare della capacità di analisi, che dovrebbe porsi alla base di qualsiasi diplomazia di qualche respiro.

Lo stato dell’arte lascia a desiderare nell’Europa nel suo insieme. Tolto il Regno Unito che ragiona con propri parametri ma ragiona, gli altri stati membri e il SEAE mostrano una disarmante incertezza. Mancano le risposte perché neppure si pongono le domande. Chi è l’IS, già ISIS? Chi è Hamas, che pure negozia indirettamente con Israele? Chi muove le milizie che scorrazzano in Libia? Fu buona cosa combattere i vecchi despoti, consegnare armi ai loro oppositori per combatterli poi come nuovi e più pericolosi nemici? Il gioco del si stava meglio quando si stava peggio potrebbe continuare. E’ come se la primavera araba, col suo carico di visioni e d’illusioni, ci avesse trascinati in un abbaglio collettivo: dove la rappresentazione della realtà rimpiazza la realtà. A wishful thinking – direbbero gli Inglesi, che di linguaggio sintetico se ne intendono.

TAG is alto rappresentante seae ue

ARCHIVIATO IN Editoriali

Di Il Cosmopolita il 27/08/2014 alle 16:59 | Non ci sono commenti

27/08/2014

Spostamenti veloci

Francesca Morelli

Le moto taxi sono un’alternativa per evitare il caos del traffico nelle grandi città. In Argentina non sono ancora state autorizzate ufficialmente, ma in molti optano per questa soluzione, per spostamenti più rapidi. Si tratta ancora di un’attività informale che sembra essere ben accetta dai clienti, specialmente da coloro che devono correre da un lato all’altro della città e non possono perder tempo e danaro per taxi o remis che rimangano a lungo imbottigliati nel traffico o ritardino il loro percorso a causa della chiusura delle strade, per le numerose e improvvise manifestazioni di protesta.

Un giornalista del quotidiano Perfil ha narrato come un dipendente dell’IBM tre volte a settimana dovesse spostarsi in due quartieri di Buenos Aires, molto distanti l’uno dall’altro, alla fine dell’orario di lavoro. Un giorno chiese a un fattorino motorizzato della sua impresa se potesse dargli un passaggio, per non arrivare in ritardo. Col passare dei mesi decise di contrattare il fattorino per gli spostamenti di tutta la settimana e il ragazzo si trasformò in autista privato in un batter d’occhio. Secondo alcuni, i tempi dei trasferimenti si ridurrebbero fino a un 50% e sono molte le categorie di persone che scelgono il trasporto “alternativo”.

Anche artisti, studenti e giornalisti hanno scelto di accelerare l’attraversamento della città in moto taxi, risparmiando appunto tempo prezioso da dedicare all’attività principale. Con 180 pesos Daniel Gomez Rinaldi giornalista televisivo sembra abbia risolto i suoi problemi di mobilità urbana così come gli opinionisti Polino e Evelyn Von Brocke.

La richiesta di aprire un’agenzia di moto taxi è già stata presentata a Entre Rios dove il trasporto su due ruote è già in auge; a Buenos Aires e in altre città di provincia la contrattazione avviene in forma privatissima tra centauri e clienti con il passa parola. Il problema serio di un’attività del genere, sostiene Fabian Pons, dell’Osservatorio Ovilam sembrerebbe essere l’assicurazione e il pagamento delle imposte. Il taxista infatti, in caso d’incidente dovrebbe rispondere con i suoi beni perché, non dichiarando l’uso commerciale della moto, non è coperto dalla compagnia assicuratrice.

Moto taxis Parana’ e nata lo scorso gennaio quando i suoi proprietari hanno provato il servizio a Foz de Iguazù. Entusiasti hanno presentato la proposta al comune e senza attendere il corso della burocrazia, si sono messi al lavoro. “La gente ci sceglie anche per il prezzo, una corsa in taxi costa in media 100 pesos, in moto taxi 30 pesos” dichiarano. “Il motociclista e il passeggero hanno l’obbligo d’indossare un casco e un gilet omologati e il taxista deve assicurarsi contro terzi” altrimenti non lo prendiamo.

In molte città del mondo l’uso della moto taxi è utilizzato da vari anni, a Londra, Parigi e Madrid questo tipo di trasporto è oramai ben sperimentato. In America Latina, Paesi quali il Brasile, il Perù la Colombia e l’Ecuador si aggiungono a questa modalità di trasporto. In Asia il sistema ha più di vent’anni di vita e si usano mezzi a due o tre ruote con cappottina. Anche Rosario in Argentina è interessata alla moto taxi; la proposta è stata presentata dalla Coalicion Civica-Ari affinchè l’esecutivo studi la fattibilità del progetto che prevede una moto che abbia al massimo due anni di vita e una cilindrata non inferiore ai 125 cc. ; i passeggeri non potranno prendere la moto taxi per strada, ma richiedere il servizio per telefono o via internet.

Già cento Paesi hanno cercato una soluzione più flessibile al traffico che attanaglia le metropoli; se i sindacati o le associazioni di categoria non si opporranno molto probabilmente anche in Argentina, a breve, percorreremo le città a cavalcioni di una moto taxi, a due o a tre ruote.

ARCHIVIATO IN Succede a...

Di Il Cosmopolita il 27/08/2014 alle 16:57 | Non ci sono commenti

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