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Post di novembre

05/11/2014

Lettera aperta al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale

Signor Ministro,

a Lei vada l’augurio del Cosmopolita per il felice svolgimento dell’incarico. La Sua agenda è complessa e non vorremmo appesantirla con ulteriori punti. Ci preme dichiarare che Il Cosmopolita, in quanto espressione della CGIL – Esteri, non si ritiene un gazzettino conservatore, come non è conservatrice la CGIL – Esteri. Si fa un gran dire delle minacce all’unità del mondo del lavoro se non all’unità d’Italia, ebbene noi non spacchiamo alcunché. Cerchiamo di ragionare con lucidità e a volte ci “azzecchiamo”.

Dire che il servizio diplomatico è in crisi, “sull’orlo del precipizio” come abbiamo scritto in un precedente editoriale, non è esagerare. Il declino è di attività e di risorse. Il declino colpisce l’erogazione del servizio principale da rendere alla collettività: quello della politica estera pubblica. Non che la politica estera oggi sia appannaggio soltanto delle pubbliche istituzioni. Ma rifacendoci al messaggio che il Capo dello Stato ci consegnò, la politica estera è fra le competenze della Repubblica non delegabili ad altri soggetti, almeno nella sua espressione generale. Abbiamo ceduto, e ancora cediamo, sovranità all’Unione europea, ma si tratta di una cessione volontaria e controllata. L’Italia, in quanto stato membro, è parte della politica europea e non oggetto della stessa. La cessione di funzioni che operiamo sul fronte interno è invece involontaria, e comunque non voluta dagli addetti, e potenzialmente pericolosa.

L’Italia, e di riflesso l’Europa, perde in analisi e in azione. Lo si vede in certi scenari di crisi internazionale. Lo si vede persino nell’ordinaria gestione. Tanto per fare un esempio: le chiusure degli uffici all’estero e il ridimensionamento dei servizi all’interno sono dati irreversibili, che pregiudicano il nostro stare nel mondo in maniera irrimediabile. Le nostre campagne all’ONU ne sono pregiudicate. Non vale dire, in controtendenza, che l’italiana Gianotti è divenuta Direttore del CERN. Gianotti è un esempio luminoso della fisica italiana, e ne siamo orgogliosi. La sua elezione premia il valore della persona e della scuola piuttosto che l’efficacia di un sistema universitario che forma i talenti e li lascia scappare altrove.

La politica estera va riportata al centro del Ministero degli Esteri. Pare una banalità: come dire che una squadra di calcio si deve allenare col pallone. Non è una banalità nell’attuale temperie della Farnesina, dove la massima occupazione è nel ripartire i tagli di bilancio e nell’amministrare le carriere dei singoli. I tagli, per quanto ragionati, feriscono un corpo già provato. Le carriere prive di funzioni sono orpelli da esibire e poco più.

L’augurio a Lei, Signor Ministro, è l’augurio a tutti noi. Di lasciare l’orlo del precipizio prima di caderci giù. Di riprendere a produrre politica estera come molti da noi si attendono.

Con un cordiale saluto.

 

TAG ministro degli esteri politica estera

ARCHIVIATO IN Editoriali

Di Il Cosmopolita il 05/11/2014 alle 16:16 | Non ci sono commenti

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