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Post di febbraio

12/02/2015

La dinastia.

E’ tempo di elezioni alla Farnesina. Si vota al Circolo degli Esteri per le cariche sociali. Si è appena votato al SNDMAE, il sindacato autonomo della carriera diplomatica, per le cariche sociali. Un filo comune lega i due eventi.

A leggere l’albo d’oro del Circolo, in bella mostra all’ingresso del ristorante, si nota che il primo presidente fu niente meno che il Conte Galeazzo Ciano. Durò poco per le note vicende che lo videro declassato da Ministro a congiurato meritevole della pena capitale. Alla fine degli anni novanta diventò presidente l’allora segretario generale del MAE. Una tradizione non scritta voleva che a dirigere il Circolo fosse un ambasciatore di grado e in servizio, meglio se in posizione di vertice. Chi meglio allora del segretario generale? La presidenza Vattani (Vattani Primo) durò fino al 2011. La più lunga nella storia del Circolo e fra le più proficue: molte delle innovazioni si devono a quel periodo.

Nel 2011, dopo avere lasciato il servizio, Vattani Primo lasciò pure la presidenza del Circolo. A chi? Al fratello minore, Vattani Secondo, che lo guida fino al 2015 quando si candida per un nuovo mandato. Perché al Circolo - si argomenta regolamento alla mano - non vi è limite di mandato. Accade poi, sempre ai sensi del regolamento, che il membro dimissionario del consiglio direttivo non è sostituito dal primo dei non eletti, come persino in Parlamento, ma da un esterno cooptato. E naturalmente, alla prima dimissione nel consiglio in carica, il Presidente Vattani Secondo coopta Vattani Primo.

La campagna per il rinnovo delle cariche sociali vede contrapposte varie liste. Le liste che per comodità chiamiamo di opposizione si vedono negato l’accesso all’elenco dei soci, cui inviare la loro propaganda elettorale. L’elenco - si argomenta regolamento alla mano - è confidenziale per la solita e “passepartout” normativa sulla privacy. I Soci non ne vogliono sapere di diffondere i loro nomi, o almeno così si lascia credere. Essi sono adepti di una setta o membri di un circolo ricreativo? E così il presidente in carica, e candidato a ripresiedere, può inviare i suoi messaggi a tutti i soci dei quali ovviamente conosce gli indirizzi, mentre le opposizioni sono tagliate fuori da questo elementare strumento di propaganda. Non dome, le opposizioni chiedono che i soci aggregati, gli esterni che pagano una quota tripla ma non hanno diritti elettorali attivi né passivi, possano essere rappresentati nel consiglio al pari dei soci interni. L’ordinamento del Circolo non prevede tale diritto. Al Lungotevere dell’Acqua Acetosa il principio “no representation without taxation” diventa il suo contrario: meno paghi e più sei rappresentato, più paghi e non sei rappresentato affatto.

Il SNDMAE ha eletto gli organi sociali e fra i nuovi dirigenti figura Vattani Terzo, il figlio del Primo, noto alle cronache per la cantata in musica neonazista. Un’ottantina di diplomatici lo vota, non si sa se perché ha dimenticato i suoi trascorsi (in Italia si riabilitano i terroristi, perché non i cantanti trasgressivi) o perché simpatizzano con le sue idee. In un caso e nell’altro stiamo di fronte ad un fenomeno che un diplomatico di buone maniere definirebbe “inquietante”. La carriera diplomatica conta ottanta smemorati o ottanta filo-neonazisti?

Tutto questo accade mentre alla guida della Farnesina si susseguono tre Ministri con sicure credenziali democratiche. Tutto questo accade mentre all’ultima tornata di nomine ad Ambasciatore si assiste al solito spettacolo degli amici degli amici che vanno avanti e dei non amici che restano al palo. I primi sono funzionari “puri” nel senso che, come gli ottanta elettori SNDMAE, o non sanno o simpatizzano. I secondi invece sanno e disgraziatamente per loro fanno: non meritano considerazione.

La Farnesina, al pari di ogni repubblica dinastica, è permeata di ideologia conservatrice e destrorsa. Stiamo dalle parti di credere, obbedire, combattere. Che in chiave moderna si traduce in pedalare e tacere. A tacere sono pure i dirigenti con le credenziali democratiche. Fosse durato più a lungo, neppure Galeazzo Ciano avrebbe immaginato un conformismo del genere.

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ARCHIVIATO IN Farnesina

Di Il Cosmopolita il 12/02/2015 alle 14:48 | Non ci sono commenti

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