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Post di marzo

08/03/2017

I quattro a Versailles: l’Europa batte un colpo…

Ci voleva una confortevole “cena intima” tra i quattro capi dell’Esecutivo dei maggiori Paesi europei (Germania Francia Italia Spagna) nella cornice (già cara al senescente Mitterrrand…) della Reggia di Versailles per rimettere in moto, anzi richiamare in vita l’Europa medesima.

 

Forse non si trattava né di specchi, né di menu quanto piuttosto del contraccolpo inferto ai dirigenti europei dalla Presidenza Trump. Impermeabili di fronte all’incistarsi di quella che più che una crisi è piuttosto una fase avanzata del declino continentale europeo, incuranti di fatto in presenza della sbracata offensiva delle destre populiste, vittime o piuttosto complici delle oligarchie finanziarie ed imprenditoriali, alla fine i governanti europei (quasi tutti sotto elezioni o precariamente al potere) sono stati costretti ad un soprassalto di ragionevolezza a fronte dell’ormai evidente “indietro tutta” lanciato dall’inverosimile presidenza Trump.

 

L’evidenza che ormai l’”ombrello statunitense” (più che militare interamente strategico) si era chiuso e arroccato in un minaccioso isolazionismo, non solo negatore di ogni prospettiva multilaterale e cooperativa, ma esposto ai venti e maree dell’anarchia globale nonché ai capricci neurologici non solo propri ma di qualunque despota o insorgenza del pianeta, appunto tale evidenza pare aver messo in moto un ripensamento europeo troppo a lungo rinviato.

 

La “doppia velocità” o almeno la rinuncia a un’impossibile (nonché inutile e perfino controproducente) “regola unica” è stata di fatto non una sconfitta bensì la resa all’evidenza dei fatti  che stavano strangolando non soltanto i Paesi più deboli e/o più negligenti, ma l’intero ruolo europeo. Lo “scherzetto” delle regole “intangibili” e del processo forzoso di convergenza (sotto l’egida tedesca) viene messo in soffitta.. a raggiungere tanto le generose utopie alla Delors, che il ragionevole (?!) pragmatismo alla Prodi.

 

Lo choc al quale non era bastato l’annuncio (il voto popolare…) della Brexit, lo ha invece fornito – gratis… - il Donald globale….

 

Intanto ai margini arrivava l’annuncio dei “sussidi” rubati da svariati deputati europei (italiani inclusi, anzi ben rappresentati…) al bilancio comunitario.   Bene, bravi, continuate così…

 

E così eccoci di nuovo al “punto zero”, anzi sottozero della cooperazione integrativa: anche le unioni “regionali” (continentali)  in ritirata strategica (forse…)..

 

Nel frattempo mentre fioccano “muri” e “bandi”.   Gli eroi del “sovranismo” (ce ne è anche da noi: Italiani ed Europei)  si baloccano da Pyong Yang a Kuala Lumpur.  E tutto il “sistema” ONU scricchiola e viene ridicolizzato. Il che imporrebbe un prudente ma effettivo rilancio: scevro dal “mercatino” del seggio in questo o quello organismo. Viceversa occorrerebbe partire dall’emergenza – a noi evidente – del cosiddetto “individuo etico globale”.   Che parla la stessa lingua ed è mosso dagli stessi bisogni.   Valorizzarlo e non sacrificarlo sugli altari del razzismo, della discriminazione. O, peggio, dell’enfasi beota sulle proprie “specificità” “modi vivere”, culture (!?) religioni.

 

Si badi invece al fatto – fatto non ideologia - secondo il quale a fronte di un’età media mondiale sotto i trenta anni quella degli Italiani (e non solo…) è superiore a 45.    Siamo meno e siamo vecchi.  Qualcuno crede che ci salveranno i Salvini e le Le Pen?   Magari con la fattiva simpatia del Donald globale? E, analogamente, qualcuno crede che l’Italia – sulla falsariga degli Stati Uniti – “farà da sé” -? Anzi, magari, divisa in Regioni….sovraniste.

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ARCHIVIATO IN Editoriali

Di Il Cosmopolita il 08/03/2017 alle 18:17 | Non ci sono commenti

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