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21/09/2017

Trump e Gentiloni alla 72esima Assemblea Generale ONU

Il titolo dato alla riflessione che segue non dovrebbe far pensare che – a poche ore di distanza l’uno dall’altro (gli interventi di Trump e quello di Gentiloni) – le allocuzioni dei due Capi dell’Esecutivo di Stati Uniti e Italia al Palazzo di Vetro di New York costituiscano un “duetto” di pari dignità…

 

Eppure così è di fatto risultato. E anzi faticheremmo ad attribuire ai due interventi non tanto pari dignità (non soltanto giuridica – che senz’altro hanno - quanto politica). Infatti, quello italiano – non sgangherato ma strutturato e lungimirante – si colloca secondo noi appieno nel mandato e nelle finalità delle Nazioni Unite. Viceversa quello di Trump (“inventore” tra l’altro della definizione di “Rocket Man” riservata al dittatore Nord Coreano che egli tenta invano di ridicolizzare con appellativi da Bar Sport) passerà alla storia per l’inadeguatezza non solo politica ma anche culturale rispetto ad un tornante assai oscuro delle relazioni internazionali e perfino del futuro della specie umana.  La nostra.

 

Fortunatamente la tribuna autunnale “newyorkese” è da tempo una scadenza di calendario (tipo da noi “Comunione e Liberazione” a Rimini o il simposio dello Studio Ambrosetti sui laghi lombardi) e non un momento decisivo e decisionale per i destini del mondo…

Abbiamo detto “fortunatamente” ma avremmo dovuto dire “sfortunatamente”   perché (come era ben presente nella parole di  Gentiloni…) questo incontro “rituale” (in cui ognuno dice la sua e poi se ne va…) rimane il solo momento di verifica “universale”.  Se non tra popoli diversi e cittadini “universali” almeno tra rappresentanti (più o meno “legittimi”) di tutti i popoli.

 

E questo assioma “Kantiano”, ma anche – ahinoi, ahiloro – Wilsoniano e Rooseveltiano, è stato da Trump messo esplicitamente in forse con l’armamentario più becero del “patriottismo” (tout court e senza né definizioni né aggettivi) e del “sovranismo”: duecento anni dopo Westfalia.  E dopo le due più sanguinose Guerre Mondiali.    Requiescat, con buona pace anche dei “sovranisti” di casa nostra. Di più: con il “lancio” Trumpiano di un Ku Klux Klan universale…

 

A fronte di questa paccottiglia retrò (potenzialmente assai vicina)  non era facile il compito di Paolo Gentiloni il quale però è riuscito – a nostro avviso – a combinare una intelligente difesa di principi ovvi di interdipendenza con una “lettura” politica attuale di alcuni nodi sul tappeto.  Quelli che a noi Italia più interessano.  In primo luogo immigrazione ed Africa, soprattutto quella mediterranea e naturalmente la Libia.

 

A questo modo il (dovuto) “rispetto” per Trump e la sua “visione” si sono diluiti in una miscela intelligente e largamente “potabile”. E perfino potenzialmente utile, ove si pensi alla indicazione di avere le Nazioni Unite in Libia.  Verso una stabilizzazione meno precaria di quella del volontarismo “alla Minniti” e – soprattutto – che ponga un freno all’avventurismo francese.

 

Si raffronti al riguardo il Macron della camionetta sui Campi Elisi fianco a fianco con la coppia Trump. E tutto il resto che sta svelando come ci vedano (e ci usino) i “cugini” d’Oltralpe.

 

Ma questi sono ragionamenti “sovranisti” e ci guardiamo bene dal farli nostri.

 

Anche per evitare il ruolo dei “trumpisti” di complemento come quell’Abe, premier di un Giappone che, dopo aver buttato nel Tesoro USA il primato del decennio nipponico degli anni ’80, tenta di maneggiare l’”affare coreano, completamente dimentico della rapace e violenta invasione e spoliazione della Corea dal 1911 fino alla sconfitta nella II  Guerra mondiale.

 

La verità è che i “sovranisti” di tutti i Paesi non sanno che nel “gioco” della guerra (tutti contro tutti) si può vincere, ma certamente si perde.  Prima o poi. Anzi, sempre.

 

E questo è il messaggio che garbatamente Paolo Gentiloni ha lasciato a New York.

 

A noi è bastato.   

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onu gentiloni trump

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http://www.ilcosmopolita.it/2017/09/21/2500-trump-e-gentiloni-alla-72esima-assemblea-generale-onu/

Di Il Cosmopolita il 21/09/2017 alle 16:39



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