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Tag: rappresntante permanente-ue

11/05/2016

Il vortice: Farnesina nomine al frullatore.

Nel giro di pochi mesi cambia tutto a Bruxelles perché tutto torni come prima. Il Governo decide di sistemare altrove il Rappresentante Permanente presso l’UE perché lo reputa poco combattivo nel momento in cui bisogna fare la faccia feroce. E d’altronde chi conosce Sannino sa che la faccia feroce proprio non ce l’ha. Al suo posto si nomina un politico di complemento. Calenda prende tempo prima di atterrare a Bruxelles. Promette novità sull’onda della novità del suo profilo. E’ dall’immediato dopo guerra che l’Italia non nomina un ambasciatore estraneo alla carriera diplomatica. Sconcerto nella Casa, lettere e petizioni e messa in mora dei vertici per non avere tutelato a sufficienza la professionalità del diplomatico.

Bella parola, la professionalità, che a volte se non spesso non va assieme alla parola carriera. La carriera segue percorsi propri. Ma nel momento dell’offesa all’onore tutto fa brodo. Si fa buon viso a cattivo gioco. I diplomatici, usi ad obbedir tacendo, si mettono a disposizione del nuovo Rappresentante Permanente per lenire la sua comprensibile apprensione nel fronteggiare un compito impari per chiunque non abbia esperienza di cose brussellesi.

Il Palazzo Justus Lispius è la vera dimora del Rappresentante Permanente, che non conosce orari di pausa né giorni di festa. Qualsiasi crisi nel mondo ha il suo riflesso a Bruxelles, per non parlare dell’ordinaria gestione che impone riunioni perenni anche su punti apparentemente minori quali le decisioni di procedura. Non certo l’ambiente adatto a chi è aduso ai riti romani.

Qualcuno scommette sulla capacità del nuovo RP di resistere a Bruxelles, che oltretutto è città piovosa e freddina anche quando a Roma spira l’idea del ponentino e si va tutti a Sabaudia. Chiunque avesse scommesso davvero, avrebbe perso la sfida: il nuovo RP diventa “vecchio” nel volgere di un mesetto e poco più. Si libera l’incarico di Ministro ed ecco la chiamata a Via Veneto. Alla Rappresentanza pensiamo dopo. Quella che era scelta epocale in inverno, diventa caduca in primavera. A Bruxelles torna un diplomatico di carriera dopo la breve parentesi del tecnico – politico. Tutto bene quel che finisce bene. La Carriera ne esce rinfrancata nell’onore. L’UE neppure s’è accorta del rapido passaggio di consegne.

Si premia la professionalità? Senza nulla togliere al prescelto, che qualità ne ha, ci stava qualcuno in zona candidature che aveva il profilo del comunitario d’annata, uno capace di recitare il Trattato a memoria avendone scritto alcune parti. Il qualcuno, che pure la stampa accreditava di qualche chance di successo, non ha prevalso neppure stavolta, altre essendo le logiche delle nomine. Aveva probabilmente della zavorra extra professionale nella scarsella. La professionalità, quanto meno quella comunitaria, può attendere.

TAG diplomatico rappresntante permanente ue ue

ARCHIVIATO IN Editoriali

Di Il Cosmopolita il 11/05/2016 alle 17:36 | Non ci sono commenti

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